Chiacchierando al bar di economia – parte 1: il debito pubblico.

Di Marco Cavedon: postato il 19/11/2018.

bar_rustico

Questa è la prima parte di una serie nella quale vedremo di spiegare nella maniera più semplice e chiara i concetti chiave dell’economia, tramite un dialogo immaginario tra alcune persone che si trovano in un bar.

Il racconto è comunque basato su una storia vera. Questa è un’anticipazione di un lavoro più completo che verrà pubblicato sul sito ufficiale dell’Associazione MMT Italia, necessario considerando il momento attuale che sta vivendo il nostro paese, tra terrorismo mediatico, continue minacce da parte delle Istituzioni UE e mancate azioni coraggiose da parte dell’attuale governo.

Bene, ora cominciamo !

 

Un bel giorno d’autunno, di ritorno da una breve passeggiata in montagna, Marco si ferma in un rustico bar della zona per prendere una birra.

Ad un certo punto entra nel locale un amico (Giorgio) del proprietario (di nome Piero) e tra i due ha inizio una discussione circa l’attuale situazione politica ed economica dell’Italia.

Giorgio: eh, sai Piero. Con tutti questi sprechi non possiamo più andare avanti. Ora anche questo governo pur di spendere  è disposto a fare più debiti ancora. Ma dove andremo con tutto questo spendi e spandi dico io ? Oggi nessuno ha più il senso del sacrificio, pensa che io lavoro dalla mattina alle 06:00 fino alla sera alle 09:00, mentre i dipendenti pubblici vengono mantenuti con i nostri soldi.

Piero: eh già Giorgio. E’ proprio vero. Abbiamo un debito pubblico vergognoso, è la vera sciagura del nostro paese.

Giorgio: già, è proprio così. Sti politici e parassiti pubblici ci condurranno alla rovina.

A questo punto interviene Marco.

Marco: no, un momento. State travisando quello che è il reale significato del debito pubblico.

Giorgio: come, vuoi dire forse che fare debiti e spendere e spandere sia una cosa positiva ?

Marco: tu non sai cos’è in verità un debito pubblico.

Giorgio: eh beh, che sarebbe ? Lo so anch’io cos’è il debito pubblico. Io mi sono sempre fatto un mazzo così e non ricorro certo ai debiti per finanziare le mie spese. Una famiglia prima di spendere deve sudarselo il denaro, non così fa lo Stato che ci sta conducendo al disastro più totale.

Marco: a parte il fatto che vorrei proprio vederla quella famiglia che riesce a costruirsi una casa senza accendere un mutuo o quell’impresa che tira avanti senza prestiti, ma, scusa, ragiona su una cosa. Non ha alcun senso paragonare lo stato ad una famiglia. Sono due piani completamente distinti.

Giorgio: e cosa ci sarebbe di diverso ? Se non hai i soldi non puoi spendere, a meno che non fai debiti, con il rischio poi però di non poterli ripagare e lo Stato Italiano ne ha accumulati per più di 2000 miliardi, pensa te.

Marco: e non ti sei chiesto perché tutti gli Stati al mondo abbiano un debito pubblico e perché, nonostante il nostro “debito monstre”, dopo tutti questi spauracchi portati avanti per decenni siamo ancora qui ?

Giorgio: mah, non diciamo sciocchezze, i debiti vanno ripagati e problemi comunque ne abbiamo avuti. Abbiamo vissuto sopra le nostre possibilità quando i governi ladri magna magna spendevano e spandevano negli anni ’80 e ora siamo costretti a pagare il conto. Infatti non mi pare certo che ce la stiamo spassando.

Marco: già, infatti prima che c’erano i magna magna stavamo bene e ora che siamo virtuosi e tagliamo le spese siamo messi male. Ti sei mai chiesto perché ?

Giorgio: ma per carità, guarda che debito pubblico che abbiamo.

Marco: tu devi capire che il debito pubblico non è affatto come quello di un privato.

Giorgio: ah no ? E cosa avrebbe di diverso ?

Marco: di diverso c’è che nel caso della famiglia o dell’azienda parliamo di un ambito “micro”, mentre nel caso dell’interazione tra i diversi settori nell’economia reale siamo in un ambito “macro”.

Giorgio: eh bè…cosa vorresti dire con sti paroloni da professorone statale ? I debiti son sempre debiti.

Marco: non è così e provo a spiegarti perché.

Giorgio: vai avanti, sono tutto orecchi.

Marco: proviamo a semplificare le cose. Allora, mettiamo che io rappresenti lo Stato, mentre tu e Piero siete dei comuni cittadini. Io in quanto Stato dovrei avere il potere di spendere e di tassare, giusto ?

Giorgio: ma aspetta un attimo. Cosa vuol dire che tu sei lo Stato ? In verità lo Stato siamo tutti noi.

Marco: ancora una volta ti sbagli. Prova a riflettere: il cittadino comune ha forse la facoltà di tassare, di fare le leggi, di battere moneta ? La risposta è no, in verità per Stato si intende il Settore Governo di una nazione e tu stesso prima non ti sei identificato con “lo Stato”, avendone sottolineato quelli che per te sono difetti ed avendo di contro esaltato le tue virtù.

Giorgio: eh beh e allora cosa vorresti dire ? Non mi stavi spiegando cos’è in verità il debito pubblico secondo te ?

Marco: non secondo me, è la realtà dei fatti. Allora, ritorniamo al mio esempio. Io Marco solo lo Stato, mentre tu e Piero siete il settore privato di famiglie ed aziende, ok ? Quindi, se io compro da voi un qualcosa che mettete in vendita, ad esempio una pinta dell’ottima birra di Piero, vi sto dando dei soldi creando la vostra ricchezza, vero ? Bene, questa si chiama spesa pubblica, quella cosa che ti spaventa tanto.

Giorgio: eh no intelligentone, perché sei lo Stato, prima quei soldi te li devi procurare con le tasse fregandoceli, quindi col cavolo che ci stai arricchendo.

Marco: bravo, e proprio per questo esiste il debito pubblico. Io infatti vi devo lasciare dei soldi in tasca perché poi tu e Piero possiate scambiarveli nel vostro settore, tu per acquistare una buona pinta di birra ad esempio, Piero per acquistare da te un qualcosa che puoi produrre col tuo lavoro, che non conosco.

Giorgio: sono un piccolo imprenditore, ho un negozio di ferramenta.

Marco: ah, ok, ritorniamo a noi. Se io vi devo lasciare in tasca dei soldi, allora è evidente che non posso continuare a tassarvi per poi spendere quella stessa quantità di denaro raccolto per comprare la vostra produzione, giusto ?

Giorgio: e come fai genio a comprare se prima non hai i soldi ?

Marco: proprio nel modo che tu finora hai disprezzato, ossia spendendo a deficit o a debito, cioè in perdita. Per mettere al netto del denaro in tasca a te e a Piero io devo spendere per voi di più di quanto incasso con le tasse.

Giorgio: bravo merlo. Così fai debito e poi come lo ripaghi ? Primo, i soldi che prendi in prestito te li dobbiamo dare comunque noi, secondo poi ce li freghi di nuovo con le tasse per onorare il debito, sai che affare. Ed il denaro in più da darci per gli interessi dove lo vai a prendere ?

Marco: allora Giorgio.  Considera un attimo come uno Stato spende secondo la versione ufficiale. Solitamente emettendo dei titoli, vero ? L’alternativa sono le tasse. Tu cosa preferisci ? Poniamoci nel caso precedente. Se io compro un pinta di birra tassando Piero tanto quanto spendo per lui alla fine vi lascio zero di nuova ricchezza in tasca, vero ?

Giorgio: dove vuoi arrivare ?

Marco: se io invece vi vendo un titolo, cioè chiedo moneta in prestito per l’esatto ammontare che poi spendo per la birra, allora voi settore privato avrete in tasca i soldi di prima più un titolo, che è denaro che spetta a voi, che io vi devo. Giusto ? Quale delle due cose preferite, avere zero di ricchezza nuova al netto o avere in tasca una promessa di pagamento che devo onorare, cioè un vostro attivo ?

Giorgio: guarda che sono nato un po’ prima di te, non mi freghi sai. Poi comunque ci rubi i soldi con le tasse per onorare il debito e alla fine non ci lasci nulla.

Marco: ed è qui che ti sbagli perché non consideri due cose importanti. Primo che nessuna nazione al mondo ha mai ripagato in aggregato i titoli che ha emesso, anzi, il debito solitamente si è sempre ingrandito. Questo significa che gli Stati hanno sempre aumentato gli attivi del loro settore Non Governativo di famiglie ed aziende con la vendita di titoli. Tu i tuoi risparmi li avrai molto probabilmente investiti da qualche parte vero ? E quando i titoli che hai acquistato giungono a maturazione cosa fai ? Ti tieni i soldi o li reinvesti in altre obbligazioni per guadagnare ancora più denaro dagli interessi ?

Giorgio: eh beh. Ma dove vuoi arrivare ? Ho già il mal di testa. Negli anni ’80 anch’io effettivamente traevo un forte vantaggio dall’alto interesse dei titoli, ma guarda ora come siamo ridotti con tutto sto debito pubblico.

Marco: è molto più semplice di quanto tu possa immaginare. Il debito di uno Stato in verità non viene mai ripagato in aggregato proprio perché i primi a volere che ciò non accada sono gli stessi privati, che preferiscono continuare ad investire i loro soldi in titoli per vedere accrescere il loro attivo guadagnando degli interessi. Ecco perché lo Stato onora i suoi debiti emettendo altri titoli e il debito pubblico è sempre aumentato. Proprio perché, se non spendesse a debito, cioè di più di quanto vi toglie con le tasse, voi settore privato o per meglio dire Non Governativo in tasca avreste sempre gli stessi soldi, se non addirittura di meno se lo Stato facesse il “virtuoso” incassando di più di quanto spende. In economia, se c’è qualcuno che sta guadagnando di più di quello che sta spendendo, ci deve essere necessariamente qualcuno che spende di più di quanto incassa, ti sembra veramente strano ? Non è possibile che sia lo Stato che il settore privato siano in attivo, se uno “vince”, l’altro necessariamente deve “perdere”.

Giorgio: eh proprio no. Mi dispiace ma tutti i nodi, prima o dopo, vengono al pettine. Lo Stato certamente ha a sua disposizione molti più soldi perché può tassare e chiedere in prestito a milioni di persone. Ma se il debito si accumula troppo prima o poi diventa comunque un problema e chi prima prestava i soldi tranquillamente poi non si fida più, come sta accadendo ora con tutta questa storia dello spread. I soldi al Governo li prestiamo noi e non ne abbiamo all’infinito. Ora la storiella te la racconto io: poniamo per semplicità che io abbia 1 euro e Piero zero. Tu quindi dici che mi venderai un titolo per acquisire quell’euro e darlo a Piero, ok ? Solo che poi mi dovrai pagare l’euro più gli interessi, e dove andrai a prenderli quei 10 centesimi di interesse visto che io e Piero insieme non li possediamo ? Vedi ? Lo Stato può fallire eccome !

Marco: anche qui ti sbagli. Prima infatti accennavo ad un secondo motivo per cui lo Stato non può fallire e può sempre tutelare la ricchezza del settore privato. Questo avviene perchè esso in condizioni normali possiede, chiamiamola così, una “stampante magica” (in termini tecnici Banca Centrale) con cui emette moneta, per cui può sempre onorare i suoi debiti, purché denominati in una valuta che lui possa creare. E sai cos’è il bello ? Che se lo Stato italiano avesse la sua moneta potrebbe anche arricchire te e Piero semplicemente emettendola  sempre dal nulla per comprare la vostra produzione, senza passare per il farraginoso meccanismo dell’emissione dei titoli, che giustamente prima hai definito come un casino da mal di testa.

Marco: se poi mi parli della sfiducia di coloro che ci prestano i soldi, certo che ora è un problema. Noi non abbiamo più una nostra valuta oggi e per ogni spesa lo Stato si indebita in una divisa estera sulla cui emissione non ha potere. Questa moneta si chiamo euro, e per i trattati europei viene creata da una Banca Centrale indipendente da ogni decisione democratica e data alle banche che poi la prestano agli Stati. Pensa in che bel casino ci siamo cacciati, altro che sprechi, corruzione e magna magna dei politici. Quelli non ammontano nemmeno a 6 miliardi di euro ogni anno considerando tutte le spese per la politica, mentre solo per pagare gli interessi a sti strozzini ne spendiamo almeno 60 all’anno sottratti all’economia reale.

Giorgio: mah Marco. Tu mi parli di un mondo che funziona al contrario. E allora perché anche quando c’era la lira lo Stato tassava e si indebitava ? Per me non la racconti giusta. Anche allora si parlava del problema del debito e della necessità di tagliare e aumentare le tasse. Questo come me lo spieghi ?

Marco: bravo Giorgio. A questo punto hai introdotto altri due bei punti che adesso se vuoi andremo a sviluppare e cioè le tasse e i titoli con moneta sovrana. Prima però il buon Piero mi deve dare una delle sue fantastiche bionde, poi riprendiamo da qui.

Giorgio: sono tutto orecchi. Vorrei proprio vedere cosa ti inventi, stavolta sei fregato. Altro che euro, il problema siamo noi.

Marco: calma, vedrai che quando affronteremo il tema delle tasse e dei titoli, ti sarà ancora più chiaro cosa in verità è un debito pubblico e cos’è una valuta sovrana.

Giorgio: di birra forse ne hai bevuta già fin troppa.

Annunci

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google photo

Stai commentando usando il tuo account Google. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...